L’autore

 

Brevi note biografiche

Roberto Ghezzi nasce a Cortona il 21 Giugno del 1978.

Dal nonno, abile intagliatore e pittore, e dal padre, fine acquarellista, apprende i rudimenti delle varie tecniche pittoriche.

La sua abilità nel disegno è notata fin da piccolo da insegnanti e conoscenti che a lui commissionano , fin dalla tenera età di 9-10 anni, piccoli acquarelli raffiguranti vicoli cortonesi , fiori, animali,  ed in seguito ritratti e paesaggi ad olio.

Nel 1992 e nel 1994 espone presso il club “Luca Signorelli” di Cortona, mentre nel 1996 e nel 1999 espone presso le sale di Palazzo Ferretti, riscuotendo sempre un ottimo successo di pubblico e critica e riuscendo a vendere mediamente  l’80%  delle proprie opere.

Nel frattempo partecipa ad alcuni concorsi di pittura, ottenendo sempre ottimi piazzamenti e confrontandosi con molti pittori italiani con i quali intraprende un fruttuoso scambio tecnico culturale.

Da ricordare:

• Estemporanea città di Badia Prataglia (1° premio)

• Estemporanea città di Cortona ( 2° premio, 5° premio, 7° premio)

• Estemporanea città di Pian di Scò (5° premio)

• Estemporanea città di Fratticciola (6° premio, 3°premio)

   Concorso di pittura “Chimera Arte” ( 1° premio giuria popolare )

Dal 2000 continua a lavorare molto su commissione, paesaggi, ritratti, copie di antichi maestri, dedicandosi anche alla decorazione murale di ville e casali, ma abbandonando per alcuni anni le pubbliche esposizioni al fine di poter concepire al meglio un cambiamento nello stile e nei soggetti che lo porteranno ad una modifica sostanziale del suo concetto di “Arte” .

Dal 2007 i paesaggi solari che per tanti anni avevano colorato le sue tele lasciano lentamente spazio a figure che vanno dissolvendosi in interni soffusi.

Su tutte le sue opere cala un velo di mistero che tuttavia, come lui stesso ama sottolineare, non offusca la realtà ma la rivela.Nascono le Realtà dell’Anima. Anima che, dissolvendosi attorno a tutto ciò che circonda la persona, modifica a Sua immagine e somiglianza il mondo che fino ad allora avevamo conosciuto.. o creduto di conoscere.

Oggi Roberto concepisce l’Arte come un sottile equilibrio tra interno ed esterno dell’uomo. Definisce se stesso un figurativo dell’anima, e vorrebbe sempre, in ogni sua opera, riuscire a  raffigurare la realtà . Ma non quella che vedono soltanto gli occhi, che per ciò non sarebbe “realmente” tale, ma quella che “sente” la sua anima, fatta di ricordi, odori, passioni, speranze, sogni, emozioni…Ma dato che per lui l’arte è un’armonica comunicazione tra anime, cerca sempre di mantenere vivo quel fragile contatto con lo spettatore, con l’altro, che arriverebbe a rompersi definitivamente quando l’incursione più profonda dentro se stessi potrebbe portare ad una definitiva dissolvenza delle forme. E la realtà dell’uno definitivamente a perdersi e diventare inconoscibile per la realtà dell’altro.

Dal 2009 è socio del Cenacolo degli Artisti Aretini.

Nel Maggio del 2010 partecipa alla Mostra collettiva di Arte Sacra presso la Chiesa di Santa Caterina  di Arezzo mentre nell’Ottobre del 2010 , sempre nella stessa sede, partecipa alla mostra collettiva “Caravaggio:ombre e luci”.

Dal 30.07.2011 al 12.08.2011 espone , dopo dodici anni, rinnovato nello stile e nel pensiero, nella sua Cortona, Via Nazionale, nelle nuove sale di Palazzo Ferretti, nei giorni del Tuscan Sun Festival, assieme all’amica scultrice Lucia Zei.La mostra si rivela  un successo strepitoso di critica e pubblico.

Tornerà ad esporre nelle sale di Palazzo Ferretti a Cortona nello stesso periodo anche nell’anno 2012.

Sue opere sono presenti in America, Giappone, Francia, Inghilterra, Belgio,Germania, Australia, Italia , SudAfrica  e in moltri altri stati presso collezioni private .

Dicono di lui:

L’emozione di una luce antica come Cortona

Seguo con interesse e partecipazione l’iter artistico di Roberto Ghezzi, per motivi riconducibili al fatto che il giovane pittore è stato mio alunno al Liceo Classico di Cortona ed alla considerazione che la sua pittura, ad ogni nuova esposizione, mi appare rinnovata nello stile, nella tecnica, nella suggestione lirica e nella carica di interiorità.

Innanzi tutto mi sono convinto che per parlare di R. Ghezzi, bisogna farlo a bassa voce e con quella discrezione che si addice ad una figura semplice, umana, sensibile e… silenziosa che ha imparato dallo sguardo aperto e vigile ad accogliere quanto di fuori circola e a filtrarlo attraverso l’unica certezza, l’unica verità, che è il suo mondo interiore.

Così pacato, rimuginatore dei propri pensieri, soppesa, scava, misura e interroga.

E la sua pittura, così, gli nasce lenta, meditata, scandita, in un colloquio chiarificatore dal quale si sviluppa e prende consistenza l’atto creativo.

La scelta di quel lenzuolo di terra, di quel paesaggio incontaminato nella sua suggestione, che egli scopre nella sua Cortona, e ancora la composizione degli oggetti, i loro accostamenti, costituiscono, in ogni circostanza, l’inizio di questo incontro spirituale.

E questo spiega agevolmente perché i suoi paesaggi con quella luce, con quel silenzio, con quei contrasti cromatici serbino una loro verità inattesa, insospettata, una loro verginità.

E con queste premesse, si esclude nella verifica di questa pittura ogni improvvisazione: talento e lavoro procedono in concomitanza assoluta senza tentazioni o cedimento al bizzarro, al relativismo esasperato, così cari alle stravaganze e alle facilonerie di certe mode occasionali e di certe sedicenti scuole.

E di fronte al notissimo scorcio delle case di Via del Gesù, trasfigurato in una dimensione senza tempo e in una atmosfera surreale, di fronte al tempio di Santa Maria Nuova, di cui una fiabesca nebbia corrode ogni materialità, oppure fisso lo sguardo alla luce del tramonto che riesce ad animare e a scaldare anche il gelo della fontana del Parterre, io vedo con soddisfazione il lodevole tentativo di dare alla pittura un soggetto, cioè una ragione e di tornare a parlare al pubblico in modo chiaro tanto da convincerlo e da commuoverlo.

Ma ciò che particolarmente mi colpisce in queste nuove creazioni di R. Ghezzi è la tonalità luminosa, interpretata in modo personale e che esalta la sua tavolozza. Non di luce fisica si tratta, ma di una luce mentale, quella che, decisa, accarezza i profili delle case, degli alberi, e per la quale prende fuoco la distesa di papaveri che illumina dalle pendici il cono collinare di Cortona.

Ma l’integrità del soggetto rimane e la forza d’espressione non si attenua quando le ventate di colore sembrerebbero turbare i lineamenti e imprimere un andamento misterioso, surreale, a quegli aspetti della natura sottratti dal repertorio di una realtà sconfinata e leggendaria; a tutto vantaggio di una rinnovata forza plastica,e dello spazio che rompe le quinte e disegna l’infinito.

In definitiva, ciò che concorre a valorizzare l’arte di R.Ghezzi è il riposo lirico, la gioia dei riflessi, il piacere di sentire un colore dentro l’altro che fanno dei suoi paesaggi l’espressione vera di uno stato d’animo.

Da L’Etruria anno 1999 Prof. Nicola Caldarone